La lotta contro la disabilità si vince sott’acqua
Tre atleti di Sport insieme all’Asinara per l’esame pratico del corso di biologia marina: «Un’esperienza magnifica»
«Ho potuto toccare piante e stelle marine, conoscerle anche senza vederle»
Ha 35 anni e non ci vede dalla nascita. Ma grazie all’associazione Sport insieme e ai volontari della Scuola Subacquea Laudense Massimiliano Schirru è andato sott’acqua. A venti metri di profondità, tra stelle marine e posidonie, ha riscoperto un nuovo senso di libertà. Insieme a lui anche Laura Molesini che ha problemi di spasticità, ma non se ne cura. Sorridono anche i suoi occhi, piccoli e chiari: «Ho visto le seppie, le murene, i barracuda e tanti ricci - racconta -; mi piace osservare i diversi tipi di pesci e il movimento della vita sott’acqua. Quando ho imparato a nuotare non camminavo ancora. Mi hanno buttato in acqua e sono stata costretta ad arrangiarmi». Laura, Massimiliano e Michele Armigero 55enne di Montanaso, affetto da distrofia, sono stati all’Asinara per effettuare la parte pratica del corso di biologia marina che avevano seguito a Lodi. Hanno inventato il modello di un percorso per l’autonomia dei disabili sott’acqua che ha già suscitato l’attenzione di altre associazioni. Fatto di cime, con dei cartelli che segnalano quanto si trova sul fondo, con tanto di immagine e di traduzione della didascalia in Braille. «Quest’anno - spiega Roberto Benedetti, volontario di Sport insieme - abbiamo partecipato a tre progetti: il corso di biologia marina nel quale noi eravamo i capofila; e poi due progetti dei quali era capofila la Scuola Subacquea Laudense, l’invenzione del percorso subacqueo in autonomia per i disabili e in particolare per i non vedenti, e “Insieme in immersione a Porto Venere”, in collaborazione con l’Hsa, il gruppo sportivo subacqueo dell’ospedale di La Spezia e il Comsubin della marina militare. Abbiamo potuto seguire quest’attività perché abbiamo un gruppo di sub costituito da 3 disabili. Insieme a loro ci siamo io e MariaPia Garofalo come accompagnatori, oltre ai volontari della scuola subacquea Sonia Ausoni, Loris Sali e Alfonso Gangemi, poi Cristian Sali e Alessandro Magani». È orgoglioso, i suoi ragazzi praticano anche altri sport. Laura, per esempio, ha partecipato diverse volte ai campionati italiani di tennis da tavolo, solo che gioca con i maschi perché è l’unica ragazza italiana della sua categoria. Anche Massimiliano ha un debole per lo Showdown, il ping pong per non vedenti, con la palla sonora: «In questo momento - racconta - è lo sport che mi appassiona di più. Mi piacciono le nostre attività perché ci consentono di stare insieme e vivere in amicizia». Entusiasta anche Michele. «Sono 3 anni che faccio attività subacquea - dice -, ma per la prima volta siamo stati ospiti della marina militare; fare immersione con un palombaro della marina ti dà anche più sicurezza. È stato splendido. È stato bello anche costruire con tubi e viti gli strumenti che servono a riportare a galla gli oggetti. Davvero una bella esperienza».