Disabili alla scoperta del fondo marino, tre lodigiani fanno i sub a Porto Venere

Tre disabili lodigiani a Porto Venere per fare sub. Con l’associazione “Sport insieme”. Michele Armigero, 55enne di Montanaso con problemi di distrofia, Laura Molesini, 35enne di Lodi affetta da spasticismo e Massimiliano Schirru, 35enne non vedente di Pieve, da oggi al 30 luglio, saranno nella rada della Spezia per svolgere attività subacquea congiunta con i palombari del raggruppamento subacquei ed incursori del Comsubin della marina militare. «Si tratta - spiega Roberto Benedetti, volontario e delegato nazionale per il Lodigiano del Comitato paralitico - del secondo stage intitolato “Insieme in immersione… a Porto Venere”. Come accompagnatori subacquei insieme a me ci saranno Loris Sali di Corte Palasio e Maria Pia Garofalo di Dovera». Le attività comprenderanno operazioni basiche dei reparti subacquei quali la ricerca di oggetti sul fondo, i lavori subacquei con utensili e l’impiego di apparecchiature da sollevamento che saranno supervisionate da un’equipe di professionisti. Lo stage di quest’anno riguarderà gli aspetti medico scientifici dell’immersione. Verranno impiegate le attrezzature più moderne in dotazione alla marina militare per verificare il comportamento del fisico sott’acqua con il rilievo di dati ellettroencefalografici e delle bolle formatesi al termine della decompressione. I dati raccolti verranno quindi discussi nel corso di un simposio, intitolato “L’immersione subacquea nella persona diversamente abile” che si svolgerà a luglio. «Molto interessante - aggiunge Benedetti - è stato anche il percorso subacqueo in autonomia per non vedenti che si è svolto all’Asinara, organizzato dalla Scuola subacquea laudense e dall’associazione polisportiva disabili Sport insieme. Come accompagnatori erano presenti il biologo di fama internazionale Angelo Mojetta, l’istruttrice Sonia Ausoni e il responsabile per la logistica Alfonso Gangemi». Lo scopo primario del progetto, spiega Mojetta, «è stato quello di far conoscere le caratteristiche del fondo marino e dei suoi popolamenti valorizzando le attitudini proprie del subacqueo. Il percorso - spiega - era stato preceduto da un corso teorico in aprile». È stata un’esperienza unica che ha consentito ai non vedenti di conoscere i ricci e le stelle di mare, attraverso un mondo di sensazioni che difficilmente i normodotati riescono a provare

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