Gli Atleti di Sportinsieme protagonisti di Lineablu “I signori degli abissi al debutto televisivo”
Mercoledì 11 Luglio 2007
Sono gli unici in Italia a poter utilizzare il nitrox, aria arricchita di ossigeno che nelle immersioni subacquee permette al corpo di fare meno fatica e al sub di godersi interamente lo spettacolo che si svela davanti ai suoi occhi. Il brevetto lo hanno ottenuto circa un anno fa e ora, grazie ad uno stage fatto in Sardegna lo scorso giugno, le loro “imprese” sono state immortalate dalle telecamere di RaiUno. Gli atleti e gli istruttori dell’associazione Sportinsieme saranno i protagonisti infatti della puntata in onda sabato prossimo di Lineablu, a partire dalle 14: immersioni nelle acque cristalline al largo dell’isola dell’Asinara, fino a diciotto metri di profondità. Alle 15 dello stesso giorno inoltre compariranno su RaiTre, per SportAbilia.Naturalmente gli atleti lodigiani non erano soli in quello stage: con loro c’erano infatti altre associazioni e gruppi di disabili arrivati da tutta Italia. «Le telecamere ci hanno seguito per una giornata intera - racconta Roberto Benedetti, direttore sportivo dell’associazione -. È stata l’Hsa (Handic scuba association, che rilascia i brevetti di immersione a istruttori e atleti, ndr) a chiederci se potevamo partecipare a questo stage in Sardegna, per aiutare i ricercatori del Cnr a studiare i comportamenti e le reazioni dei disabili respirando le diverse miscele di gas. Diciamo che siamo stati “scelti” anche per l’ottimo lavoro che abbiamo svolto in questi anni».In tutto hanno partecipato allo stage, che si è svolto dal 16 al 23 giugno, circa 70 persone, nove delle quali facevano parte della delegazione lodigiana. C’era Sonia Ausoni, presidente della Scuola Subacquea Laudense; Massimiliano Schirru, non vedente di Pieve Fissiraga, e il suo buddy (accompagnatore nelle immersioni) Cristian Sali; Laura Molesini, spastica di Lodi, con il buddy Maria Pia Garofalo; Michele Armigero, distrofico di Montanaso, con Loris Sali; Alfonso Cangemi, responsabile tecnico della Scuola e volontario dell’associazione, e Roberto Benedetti.A rendere ancora più affascinante le immersioni negli abissi marini c’era anche una speciale maschera in vetro denominata “granfacciale”, che avvolge quasi completamente il volto lasciando liberi la bocca e il naso: così, grazie a un microfono, i sub potevano parlare fra di loro e con le persone in superficie. «Ci si può chiedere perché abbiamo portato anche un non vedente nelle immersioni – spiega Alfonso Cangemi –, ma grazie a questa maschera anche lui ha avuto la possibilità di vivere in diretta tutto quello stava facendo».Gli allenamenti per questo importante appuntamento erano iniziati in piscina all’inizio di giugno e proseguiranno anche a luglio per prepararsi ad altri appuntamenti futuri. Un impegno possibile soprattutto grazie a un aiuto economico arrivato dalla provincia e dai comuni di Lodi, Pieve e Montanaso.Davide Cagnola




